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  ilMaLe Non c'è giustizia senza libertà. Il blog di Leonardo Marzorati.
 
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PATRIA

 


2 gennaio 2009

La vecchia fantascienza è difficile da riproporre

Titolo: Ultimatum alla Terra
Cast: Keanu Reeves, Jennifer Connelly, Kathy Bates, John Cleese, Jon Hamm, Jaden Smith, Kyle Chandler
Regia: Scott Derrickson
Sceneggiatura: David Scarpa
Genere: Fantascienza
Produzione: USA
Anno: 2008



Titolo: Ultimatum alla Terra
Cast: Michael Rennie, Patricia Neal, Hugh Marlowe, Sam Jaffe, Billy Gray
Regia: Robert Wise
Sceneggiatura: Edmund H. North
Genere: Fantascienza
Produzione: USA
Anno: 1951



Scott Derrickson ha voluto realizzare il remake del vecchio capolavoro di fantascienza Ultimatum alla Terra. L'idea ambiziosa è riuscita solo in parte, fermata dall'inattendibilità dell'epoca storica. Il film originale di Wise partiva dal romanzo di fantascienza Addio al padrone di Harry Bates del 1940.
Il romanzo si svolgeva in un mondo all'alba della Seconda Guerra Mondiale, il primo film in piena Guerra Fredda, il secondo film si colloca ai giorni nostri.
In Addio al padrone di Bates un alieno giunge sulla Terra e minaccia l'umanità con un automa. La minaccia è chiara: "Se l'umanità non uscirà dalla spirale di violenza e guerra sarà distrutta dagli automi". Alieni più evoluti degli umani non possono sopportare che gli esseri di un pianeta portino il loro mondo nel baratro.
Nel film di Wise l'alieno dalle sembianze umane Klaatu (Rennie) arriva sulla terra, atterrando a Washington con un disco volante. Dietro di lui scende dal disco il robot Gort. Klaatu dice di venire in pace, ma viene ferito da dei soldati. Catturato, spiega a un diplomatico statunitense di voler parlare a tutti i leader mondiali alle Nazioni Unite. La sua proposta viene cestinata e quindi decide di fuggire. Intanto in città si sviluppa il panico. Klaatu si finge un rappresentante, conosce una giovane vedova Helen Benson (Neal) e fa amicizia con il figlio Bobby (Gray). Klaatu nasconde la sua identità a tutti, tranne a uno scienziato (Jaffe, truccato alla Einstein). Quando Helen scopre la vera identità dell'alieno, il suo ambizioso spasimante informa le autorità. Klaatu viene ucciso dall'esercito. Il robot Gort si sveglia e inizia a distruggere tutto ciò che trova. Viene fermato da Helen, che dirà la frase aliena indicatagli dall'alieno: "Klaatu, Barada, Nikto!". Gort ridà vita a Klaatu. Questo, prima di lasciare la terra, lancia il suo ultimatum: "Nei pianeti più evoluti gli abitanti si sono creati degli automi come Gort, che distruggono tutto appena scoppia una violenza. In questo modo le guerre sono scongiurate". Se la terra dovesse precipitare nel baratro, i Gort interverrebbero. L'umanità è avvisata e Klaatu torna sul suo disco e lascia il pianeta.
In Ultimatum alla Terra del 2008, Klaatu penetra nel corpo di uno scalatore degli anni '20 (Reeves), per poi ripresentarsi nel presente uscendo da un UFO sferico. Anche qui viene seguito da un minaccioso enorme robot e ferito dai soldati. Rinchiuso in un carcere americano viene interrogato dalla segretaria alla difesa (Bates). La richiesta di Klaatu è la solita: poter parlare a tutti i leader mondiali. La politica rifiuta ogni richiesta dell'alieno e questi è costretto a fuggire con l'aiuto della scienziata Helen Benson (Connelly). Klaatu fugge con Helen e il suo figliastro Jacob (Smith). I tre incontrano uno scienziato premio Nobel (Cleese) e sentiamo Klaatu annunciare l'inevitabilità della distruzione dell'uomo. E' l'uomo a mettere in pericolo la Terra, quindi bisogna salvare tutte le altre specie e distruggere l'unica dannosa. Intanto il robot automa inizia a distruggere tutto ciò che trova. Vengono salvate solo alcuni esseri di ogni specie animale e vegetale. L'umanità sta per essere distrutta, ma Klaatu decide che forse una salvezza c'è: ripartire da zero. L'umanità resta senza più elettricità e senza più nessuna teconologia, mentre Klaatu riparte per lo spazio.
Se il romanzo e il primo film avevano una collocazione storica che ben si addiceva al racconto, per il film di Derrickson non è così. Nel 2008 la Terra non ha gli occhi su un baratro come quello reale del 1940 o quello possibile del 1951. Ultimatum alla Terra aggiunge nuovi effetti speciali e una visione pacifista ambientalista rispetto al film del 1951. Ma questo non basta. La parabola ambientalista non colpisce a sufficienza come quella pacifista. L'alieno Klaatu dell'ultimo film è più vendicativo e convinto della colpevolezza umana. Lo sguardo d'acciaio di Reeves può essere credibile, ma la figura più paterna di Rennie fa preferire un Klaatu che vuole conoscere l'uomo nel profondo, prima di decidere di distruggerlo. Nel film del 1951 le armi atomiche potevano mettere in serio pericolo gli alieni, come pure una guerra mondiale. Anche l'inquinamento del cosmo è pure una grave minaccia per tutti noi. Però per affrontarla servirebbero alieni più "umani", come quello visto in Ultimatum alla Terra di Rober Wise. Il film di Wise aveva al suo interno una propaganda benefica. All'epoca fu accusato dagli ambienti repubblicani di filocomunismo, anche perchè le figure di destra sono ridicolizzate nel film. Oggi però la sua propaganda pacifisti risulta genuina. Nel film di Derrickson l'ambientalismo è senz'altro attuale e positivo. Ma la storia ha diverse incongruenze e sarebbe potuta essere girata meglio. E per finire, tutti i fan della fantascienza saranno delusi: né Reeves, né la Connelly pronuciano la mitica frase "Klaatu, Barada, Nikto!".

Ma.Le.


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