.
Annunci online

  ilMaLe Non c'è giustizia senza libertà. Il blog di Leonardo Marzorati.
 
Diario
 


PATRIA

 


3 febbraio 2009

Cass Elliot

L'eroe del giorno: "Mama" Cass Elliot (1941 - 1974)



Ellen Naomi Cohen nasce nel Maryland a Baltimora nel 1941. Ragazza obesa, ma dalla voce suadente, inizia giovanissima a cantare con il nome di Mama Cass Elliot con Tim Rose e Jams Hemdricks nei Big Three. I tre ottengono un discreto successo con canzoni leggerenei primi anni '60. Cass dimostra di essere un talento naturale che sa adattarsi ad ogni lirica. Spazia dalla canzone più melodica al folk. Il gruppo si evolve nei Mugwumps, in cui Cass incontra il cantante Denny Doherty. Questa nuova formazione non resterà nella storia, ma permette a Cass e Denny di conoscere il chitarrista John Phillips e la sua compagna Michelle. Nascono così, nel 1965, I The Mamas and The Papas. Il nome vene scelto dalla stessa Cass. La formazione vede due donne, dette "mamas", e due uomini, detti "papas". John è il chitarrista autore dei testi e delle musiche, Denny il giovane hippy dalla buona voce, Michelle la bella ragazza e Cass l'elemento che fa la differenza. Nel 1966 esce If you can believe your eyes and ears, un album capolavoro, che contiene capolavori del pop-folk come California Dreamin', Monday monday, Spanish Harlem. Nelle canzoni dei The Mamas and The Papas c'è tutta la freschezza del movimento hippy e della voglia di libertà. Anche i successivi dischi, The Mamas & The Papas e Deliver saranno dei successi planetari. Nella canzone Creeque Alley, la splendida voce di Mama Cass si alterna a quella di John, sotto dei giochi di chitarra "beatlesiani". Nel 1967 Cass ha una figlia, Vanessa Owen Elliot, il cui padre resterà sempre ignoto. Nel 1968 i The Mamas and The Papas passano a canzoni più intimiste come Safe in My Garden, For the Love of Ivy, Twelve Thirty e Mansions. Iniziano i primi litigi nel gruppo: Michelle cerca la strada nel cinema. La più bella, ma meno talentuosa del quartetto, lascia il gruppo, che, di lì a poco, si scioglie. Per Mama Cass inizia la sua carriera da solista. Nel 1968 esce il suo primo disco con la sentimentale e comica Dream a Little Dream of Me. Il singolo vende 7 milioni di copie e lancia Mama Cass nell'olimpo della musica. Seguono prove un po' cabarettistiche, ma che non negano il talento di una voce tra le più apprezzate dell'epoca. Resta il destino di una ragazza non certo attraente, limitata come prevedibile, dalla sua obesità. La cantante inzia una serie di cure dimagranti.Nel 1969 canta Make Your Own Kind of Music, un pezzo che la inserisce in un contesto più rock. E' l'ennesimo successo. Si moltiplicano per lei le partecipazioni a trasmissioni televisive e nel 1971 ritrova i vecchi partners per una reunion dei The Mamas and The Papas. Sulla scia del successo, nello stesso anno esce la sua prima greatest hits: Mama's Big One. Nonostante ciò, Mama Cass non riesce ad uscire dal suo personaggio di "simpatica grassona". I due album del 1972 e 1973 sono dei discreti successi. E' molto carina la melodica Say Hello, presente nel disco dal titolo autobiografico The Road is no a Place for a Lady.  Le continue cure dimagranti, mischiate a diverse droghe da lei assunte, iniziano a minarle la salute. Mentre sta per lanciare il suo talento anche sui palcoscenici europei, viene trovata morta in un albergo di Londra per arresto cardiaco il 29 luglio 1974. E' stata appena sommersa dagli applausi dopo sue due concerti londinesi. La sua carriera si infrange in un'estate inglese a soli 32 anni. Resta il ricordo di un'artista le cui doti non sono state sviluppate al meglio, figlia di un'epoca in cui l'apparenza iniziava a contar più dell'essenza.

Ma.Le.


29 gennaio 2009

Sapore di Brianza ed echi di Lago

La Balada del Balabiott Francesco Magni



E' uscito il nuovo CD di Francesco Magni. Il cantautore brianzolo propone undici canzoni in un doppio percorso. L'album Balada del Balabiott potrebbe essere diviso in due parti. C'è una parte, composta da quattro canzoni, in cui Magni ripropone testi de I Promessi Sposi di Piero Collina riadattati musicalmente. Collina (1910 - 1968) aveva riscritto I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni in dialetto comasco (detto anche laghéé). Il resto del disco riprende il percorso di Scigula, il precedente album di Francesco Magni, con canzoni in dialetto brianzolo. La prima canzone dell'album è Ciapa la ciapa, una filastrocca dedicata all'acqua, bene essenziale per la vita della terra e dell'uomo. La canzone scivola (come acqua) anche grazie ai giochi di chitarra di Franco Parravicini. Le successive quattro tracce sono l'omaggio a Collina e Manzoni. Queste quattro canzoni sembrano un piccolo album nell'album, quasi una storia a parte. Don Abundi, Renzo el passa l'Adda, Ul Barchiroo, Fra' Cristofur ci ricordano alcuni episodi della parte iniziale de I Promessi Sposi. Forse si sarebbe potuto fare un disco a parte, magari con aggiunti i successivi capitoli del capolavoro manzoniano. Forse Magni lo farà in seguito, ma lui da istrione preferisce un'incostanza nei suoi percorsi musicali. I quattro testi di Collina rielaborati dal cantautore sono gradevoli e ci riportano alle atmosfere lacustri del seicento. Una canzone molto apprezzata è Lirom Liram, quasi uno scioglilingua con un testo molto difficile da cantare. Dopo Va' cum'el tira ci sono due omaggi alle donne. Cantando Dona Lumbarda e Marianna del Lach, Magni ricorda le donne di una volta, quelle che avevano un fascino e un senso del fare che oggi è andato perso.

Marianna la pasegia sul vial del so giardin
sul vial del so giardin su la riva de l'acqua
sul vial del s giardin sui rijv del lach
.

In Elemènt vengono decantati i quattro elementi: Terra, Acqua, Aria e Fuoco. La prima strofa d questa canzone fa venire in mente El me paes, vecchio pezzo in cui Magni ricordò Capriano, il suo borgo natale in cui il progresso faceva i primi disastri negli anni '70. Lì la terra veniva deturpata, in questa canzone la si celebra nella sua freschezza.

La terra la se ama, che l'è cumè la mama,
che l'è cumè la mama, la terra la se ama


L'album si chiude con Balada del Balabiott, elaborazione di un testo di Enrico Casati. Il termine balabiott tradotto letteralmente come balla-nudo, nel dialetto brianzolo sta per frescone, persona che non sa bene quello che sta facendo. Siamo tutti del balabiott? Forse sì, perchè ci facciamo trasportare dagli eventi senza renderci veramente conto di ciò che ci succede. A completare il lavoro ci sono i cori di Sabrina Olivieri, Stefano Cattaneo, Mario Cattaneo e il contributo prezioso di musicisti di grande valore. Balada del Balabiott è consigliato a tutti: a chi ha un'anima brianzola o comasca e a chi vuole affacciarsi a una terra che, nonostante tutto, preserva il suo fascino delle sue atmosfere.


Ma.Le.


27 novembre 2008

I lupi di Ivan Graziani

Un album storico del compianto cantautore abruzzese



Con la sua voce in un falsetto, Ivan Graziani (1945 - 1997) è stato uno dei più importanti cantautori italiani. I lupi è il suo secondo album, realizzato nel 1977. In un anno in cui la violenza politica domina, Graziani se ne esce con un disco rock impegnato più nei sentimenti e nelle ritmiche che non negli slogan. La canzone con cui parte è quella che dà il nome all'album. In I lupi, un reduce di guerra ricorda i compagni morti in Spagna. Lui, che al buio e al freddo temeva l'assalto dei lupi, ora per le strade della Brianza è un nostrano John Rambo. In Motocross la chitarra di Ivan ci introduce alle fregature che può ricevere un uomo da donne e motori. Un pezzo storico, affilato e pungente come un coltello alla gola. Qui il gioco di chitarra fa tenere incollato un testo non lineare all'orecchio. La ballata Zorro celebra un colto eroe sottoproletario. Nell'album c'è pure una ninna nanna. E' Ninna nanna dell'uomo, un pezzo lento con parti in abruzzese. La canzone che ha lanciato il disco alle radio è Lugano Addio. Si tratta di un capolavoro musicale. Ivan parla di una sua ragazza che gli raccontava del padre partigiano. Il cantautore mostra l'invidia nei confronti di una ragazza con un padre speciale. I tanti tendono a vedere i propri genitori come la monotonia di tutti i giorni. Graziani non prova emozioni per un vecchio pescatore di Teramo e si emoziona al padre della ragazza. E mentre lei canta "Addio a Lugano" di Pietro Gori, Graziani ascolta cercando di capire. Le musiche trasportano l'emozione di poter vedere nel proprio padre un eroe. Eva è una canzone d'amore dedicata a una prostituta. In Il topo nel formaggio Graziani ricorre a un incisivo falsetto. Un brano ermetico mette in scena l'animale nella tradizionale trappola. I lupi si conclude con Il soldo. Qui Graziani racconta a modo suo la crisi economica. Il soldo cade giù e forse ci conviene guardare nuove prospettive. A distanza di più di 30 anni questo pezzo suona molto attuale. Con I lupi Graziani mostra la sua maturità creativa di cantante, compositore e chitarrista. Dopo il periodo degli Anonima Sound, il suo gruppo beat giovanile, il trentenne Graziani cerca nuove sperimentazioni. In quest'album trova arrangiamenti perfetti, anche grazie alla collaborazione di Antonello Venditti. Nel 1977 tutti parlano di rivolta. Graziani rivolta la musica, lanciando un rock dal sapore molto americano, coniugato a testi intimi e di semplicità ermetica. Anche la copertina de I lupi è geniale: un disegno del vignettista Gaetano Liberatore incastra i temi dei alcune canzoni dell'album nel volto roccioso di Ivan Graziani.

Ma.Le.


sfoglia     gennaio        marzo
 

 rubriche

Diario
Corsivo
La taverna dell'artista
My sexy lady
Vignette del giorno
Opere
L'eroe del giorno

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

Corrias - Gomez - Travaglio
dOdO
Longobardo
Grandmere
Tess
Lorenza
Paolo Borrello
Efesto
Testa Bislacca
Esperia
Giovanni P.
Ekalix
Blimunda
Adriano Maini
DolceLei
Post-universitari
Jacopo Stissi
Francesco Ratti
Lucilla Pirovano
Sbriciolina
Marco del Ciello
Diego Dantes
Eugi Gufo
Daniela
Valentina Li Puma
malissimo
C.N.I.
Caffefreddo
Ubikindred
Galatea 2
Non avrai il mio scalpo
Viaggio
Gattara
andrea el pablo
Ciociaria
Portos
Gians
Miss Welby
Valentina Demelas
Marzia Cangiano
Milliz
L'ape Giulia
Mokella
Geco
Enzo49
Zanzarana
Francesca Bertoldi
Winston Blu
Le mille e una donna
On the road
Lupo Abruzzese
Corrispondenze
Kataklismi
dawoR
Fabioletterario
Terzo Stato
lafranzine
Giulia
Martenot-Neon
Inutile Blog
Raccoon
Capemaster
Persbaglio
Aislinn
Mietta
Accadde
Zenigada
Rosaspina
LoStonato
Avantè
Codadilupo
Sogniebisogni
Pasquino
Grillo Parlante
Annina
pronta a partire
Raser
Urania
Lou Mogghe
Markino
Giornalettismo
Irlanda
Rip
e=mc2
Adele Parrillo
Eli & Pier
Arciprete
Penna Rossa
Rossoantico
il Povero
Galatea
Triton
Garbo
CastenasoForever
Piergiorgio Welby
Fortezza Bastiani
Alessio Moitre
combatrocker
Stefano Mentana
Zeroboy
Bazar delle parole
poverobucharin
Ombra
ilbaco
Fabio
Calimero
Letizia Palmisano
Annie 80
aegaion
Kurtz
Irek
Marla
La Carezza
Anthemis
Soviet
Kia
Giuseppe Cristallo
Alessandra Lepori
Luca Bagatin
Rojarosevt
Fioredicampo
Isabella
Carmela
Lamellari
Liberolanima
La Piuma
Ninetta
Studium
Esperimento
nuvole barocche
Luigi Rossi
Emanuele e Tiziana
Specchio
Valigetta
Tediodomenicale
Marcoz
Strega Scalza
Ciro Monacella
Espressione
Vulvia
Raissa
Elisa Rebessi
Guevarina
Ambrosia
Alice
Andrea Massironi
Conte
Andrea Ferrari
Jack Leopardi
Alessandro Russo
Roberto Giacchetti
Enrico Brizzi
Toleno
Egine
Francesco Magni

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom