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Poesie di Guido Cavalcanti

Guido Cavalcanti (1255 ca. - 1300)



Guido Cavalcanti

IN UN BOSCHETTO TROVA' PASTURELLA

In un boschetto trova' pasturella
più che la stella - bella, al mi' parere.
Cavelli avea biondetti e ricciutelli,
e gli occhi pien' d'amor, cera rosata;
con sua verghetta pasturav' agnelli;
[di]scalza, di rugiada era bagnata;
cantava come fosse 'namorata:
er' adornata - di tutto piacere.
D'amor la saluta' imantenente
e domandai s'avesse compagnia;
ed ella mi rispose dolzemente
che sola sola per lo bosco gia,
e disse: "Sacci, quando l'augel pia,
allor disia - 'l me' cor drudo avere".
Po' che mi disse di sua condizione
e per lo bosco augelli audìo cantare,
fra me stesso diss' i': "Or è stagione
di questa pasturella gio' pigliare".
Merzé le chiesi sol che di basciare
ed abracciar, se le fosse'n volere.
Per man mi prese, d'amorosa voglia,
e disse che donato m'avea 'l core;
menòmmi sott' una freschetta foglia,
là dov'i' vidi fior' d'ogni colore;
e tanto vi sentìo gioia e dolzore,

che 'l die d'amore - mi pàrea vedere.



Guido Cavalcanti

AVETE 'N VO' LI FIOR' E LA VERDURA


Avete 'n vo' li fior' e la verdura

e ciò che luce od è bello a vedere;

risplende più che sol vostra figura:

chi vo' non vede, ma' non pò valere.


In questo mondo non ha creatura

sì piena di bieltà né di piacere;

e chi d'amor si teme, lu' assicura

vostro bel vis' a tanto 'n sé volere.


Le donne che vi fanno compagnia

assa' mi piaccion per lo vostro amore;

ed i' le prego per lor cortesia.


che qual più può più vi faccia onore

ed aggia cara vostra segnoria,

perché di tutte siete la migliore.

Pubblicato il 22/1/2009 alle 21.33 nella rubrica La taverna dell'artista.

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