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Sapore di Brianza ed echi di Lago

La Balada del Balabiott Francesco Magni



E' uscito il nuovo CD di Francesco Magni. Il cantautore brianzolo propone undici canzoni in un doppio percorso. L'album Balada del Balabiott potrebbe essere diviso in due parti. C'è una parte, composta da quattro canzoni, in cui Magni ripropone testi de I Promessi Sposi di Piero Collina riadattati musicalmente. Collina (1910 - 1968) aveva riscritto I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni in dialetto comasco (detto anche laghéé). Il resto del disco riprende il percorso di Scigula, il precedente album di Francesco Magni, con canzoni in dialetto brianzolo. La prima canzone dell'album è Ciapa la ciapa, una filastrocca dedicata all'acqua, bene essenziale per la vita della terra e dell'uomo. La canzone scivola (come acqua) anche grazie ai giochi di chitarra di Franco Parravicini. Le successive quattro tracce sono l'omaggio a Collina e Manzoni. Queste quattro canzoni sembrano un piccolo album nell'album, quasi una storia a parte. Don Abundi, Renzo el passa l'Adda, Ul Barchiroo, Fra' Cristofur ci ricordano alcuni episodi della parte iniziale de I Promessi Sposi. Forse si sarebbe potuto fare un disco a parte, magari con aggiunti i successivi capitoli del capolavoro manzoniano. Forse Magni lo farà in seguito, ma lui da istrione preferisce un'incostanza nei suoi percorsi musicali. I quattro testi di Collina rielaborati dal cantautore sono gradevoli e ci riportano alle atmosfere lacustri del seicento. Una canzone molto apprezzata è Lirom Liram, quasi uno scioglilingua con un testo molto difficile da cantare. Dopo Va' cum'el tira ci sono due omaggi alle donne. Cantando Dona Lumbarda e Marianna del Lach, Magni ricorda le donne di una volta, quelle che avevano un fascino e un senso del fare che oggi è andato perso.

Marianna la pasegia sul vial del so giardin
sul vial del so giardin su la riva de l'acqua
sul vial del s giardin sui rijv del lach
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In Elemènt vengono decantati i quattro elementi: Terra, Acqua, Aria e Fuoco. La prima strofa d questa canzone fa venire in mente El me paes, vecchio pezzo in cui Magni ricordò Capriano, il suo borgo natale in cui il progresso faceva i primi disastri negli anni '70. Lì la terra veniva deturpata, in questa canzone la si celebra nella sua freschezza.

La terra la se ama, che l'è cumè la mama,
che l'è cumè la mama, la terra la se ama


L'album si chiude con Balada del Balabiott, elaborazione di un testo di Enrico Casati. Il termine balabiott tradotto letteralmente come balla-nudo, nel dialetto brianzolo sta per frescone, persona che non sa bene quello che sta facendo. Siamo tutti del balabiott? Forse sì, perchè ci facciamo trasportare dagli eventi senza renderci veramente conto di ciò che ci succede. A completare il lavoro ci sono i cori di Sabrina Olivieri, Stefano Cattaneo, Mario Cattaneo e il contributo prezioso di musicisti di grande valore. Balada del Balabiott è consigliato a tutti: a chi ha un'anima brianzola o comasca e a chi vuole affacciarsi a una terra che, nonostante tutto, preserva il suo fascino delle sue atmosfere.


Ma.Le.

Pubblicato il 29/1/2009 alle 20.34 nella rubrica La taverna dell'artista.

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