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Un ambizioso Lucini rielabora il lutto

Titolo: Solo un padre
Cast: Luca Argentero, Diane Fleri, Claudia Pandolfi, Fabio Troiano, Alessandro Sampaoli, Anna Foglietta, Sara D'amario
Regia: Luca Lucini
Sceneggiatura: Giulia Calenda, Maddalena Ravagli
Genere: Drammatico
Produzione: Italia
Anno: 2008



Il dermatologo trentenne Carlo (Argentero) vive un'esistenza ovattata nella Torino borghese. Deve occuparsi del lavoro, della figlia di un anno Sofia ed ha quindi poco tempo da dedicare a se stesso. Ha degli ottimi colleghi e dei genitori che contengono il suo dolore quotidiano. Carlo ha difatti perso la moglie. Il giovane vedovo incontra per caso Camille (Fleri), una ricercatrice francese giunta in Italia per lavoro. L'estroversa francese riuscirà ad aprire Carlo e a farlo uscire dal dolore nato sia dalla perdita della moglie, sia dalle delusioni tenute chiuse nel cuore.
Luca Lucini è un buon giovane regista italiano. Ha iniziato la sua carriera con il mocciano Tre metri sopra il cielo. Con quel film Lucini si è fatto conoscere al pubblico, con i due successivi ha saputo creare due commedie senza troppe pretese: L'uomo perfetto e Amore, bugie e Calcetto. In questi due film Lucini ha saputo dirigere bravi attori del cinema italiano con semplicità e senza troppe pretese. In Solo un padre Lucini ha provato a entrare nel dramma, nella rielaborazione del lutto. Sulla scia di Caos Calmo di Sandro Veronesi (portato al cinema da Aurelio Grimaldi), le sceneggiatrici Giulia Calenda e Maddalena Ravagli hanno rielaborato il romanzo Le avventure semiserie di un ragazzo padre di Nick Earls. Il progetto è intimista ma ambizioso allo stesso tempo. Lucini prova a cercare di turbare lo spettatore ma non ci riesce del tutto. Ci si trova di fronte il solito trentenne insicuro, che solo alla fine riuscirà a decidere la sua sorte. Argentero è discreto nella sua parte e anche gli altri attori ci mettono impegno. Il dramma non tocca a fondo alcune problematiche solo accennate. Lucini ha voluto staccare dal suo genere. Ci ha provato e gliene deve essere dato atto. Però le sue commedie scherzose sulla vita, pur non essendo capolavori, sono risultate molto più genuine.

Ma.Le.

Pubblicato il 12/2/2009 alle 21.21 nella rubrica La taverna dell'artista.

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