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Il design in mostra in Brianza

Il buono, il brutto, il cattivo


Nella cittadina brianzola di Giussano fino al 29 marzo c'è una interessante mostra sul design. La mostra, con ingresso gratuito, espone elettrodomestici che hanno fatto la storia della società italiana dalla metà del '900 ad oggi.




C’è del buono nel design italiano? La risposta che dà la mostra di Villa Sartirana sembra essere  sì. Giovedì sera alle 21, nella struttura di via Carroccio, è stata inaugurata la mostra “Il buono, il brutto, il cattivo. Il good design tra storia e futuro”. La mostra, a cura di Didi Gnocchi e Francesca Molteni, ripercorre la storia del design innovativo applicato ai piccoli elettrodomestici. La mostra è aperta nei giorni feriali dalle 15 alle 18, il sabato e i festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30. Il lunedì è chiusa al pubblico.

Nelle sale della villa sono state inserite prodotti di uso quotidiano che hanno fatto la storia e che hanno lasciato un buon segno. Ci sono le tv dal gusto pop della Brionvega. Dell’azienda friulana sono esposti diversi prodotti. Si passa dalla TV Doney alla radio TS 502. Questa radio fu disegnata negli anni ’60 da Richard Sapper e Marco Zanuso. A quest’ultimo designer, scomparso nel 2001, è dedicata anche una dettagliata scheda sul suo brillante percorso artistico. In una sala un altro grande del ‘900 è ricordato con un filmato: Bruno Munari. L’eclettico artista milanese aveva celebrato come massimo simbolo della perfezione l’arancia. Nel filmato si mostra come un semplice agrume può essere molto più “good” di tante idee impostate dall’uomo. I contributi scritti di importanti designer e critici d’arte ragguagliano il visitatore su cosa è buono, cosa è brutto e cosa è cattivo. Per Cini Boeri è brutto design ciò che non ti spiega il suo utilizzo. Un esempio sono delle piccole riproduzioni della robottina EVE del film “Wall E” : il loro utilizzo resta un mistero per la maggioranza del pubblico. Per Richard Sapper la Smart è brutto esempio di design. Mario Bellini considera un cattivo design lo spremiagrumi di Philip Stark: è un’opera d’arte, ma non separa il succo dai semini. Per Michele De Lucchi bellezza, bruttezza e cattiveria sono complementari in un’opera di design. Il buon design lo si ricava dalla concorrenza. In questo contesto si incastra la stanza in cui sono esposte macchine della Braun e della Apple. La Braun negli anni ’50 e ’60 realizzò radio, giradischi, ventilatori e rasoi il cui stile pare innovativo ancora oggi. La Apple partì alla fine degli anni ’70 a produrre i primi personal computer. Quelli esposti a Giussano sembrano dei veri e propri ruderi, pur trattandosi di prodotti realizzati una ventina di anni dopo gli innovativi elettrodomestici Braun. Sembra passare un abisso di tempo tra il Macintosh del 1984, il Mac del 1999 e l’Iphone del 2007. In poco più di vent’anni l’azienda Apple sembra essere passata dalla preistoria al futuro. Nel corso degli anni, un’opera geniale ha saputo accostarsi a una bella estetica, per poter raggiungere la qualifica di “buon design”. Come ha spiegato Mario Bellini: «Il buon design è il buon progetto. È qualcosa disegnato bene». L’innovazione, l’impegno per trovare qualcosa che sia bello senza far perdere la sua essenziale utilità. Questo è il buon design. Questo è ciò che la mostra trasmette al visitatore.


Ma.Le.

Pubblicato il 25/2/2009 alle 22.21 nella rubrica La taverna dell'artista.

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